La radice etimologica deriva dal tedesco raunen, che sta ad indicare
“sussurrare o esprimersi confidenzialmente e in segreto”. L’alfabeto runico č chiamato futhark, che prende il nome dalle prime 6
rune e se associato al nostro alfabeto, puň essere espresso in questo
modo, dando origine ad una metodo che si puň ancora oggi usare per
criptare i messaggi in un linguaggio comprensibile solo da coloro che
ne conoscono il codice.
L'alfabeto
runico o FUTHARK
Le Rune
Legate o sambandrúnir
Nel tardo Medioevo si diffonde l'uso di scrivere libri dedicati
all'argomento magico usanndo l'alfabeto in questione fondendo assieme
le singole rune per farne qualcosa che assumeva veramente l'aspetto di
un sigillo da usare inciso su talismani. Questa fusione era chiamata
“rune legate” o sambandrúnir.
Seguendo questi esempi si possono creare, unendo assieme singole
rune basandosi sui loro significati, dei talismani veramente speciali
e personali che assumo un carattere attrattivo.
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ESEMPI DI RUNE LEGATE

Ćgishjálmr
Il termine Ćgishjálmr, composto da quattro rune,
era usato principalmente negli incantesimi d'amore
o per attirare amicizia e simpatie.
Dreprún
La Dreprún sarebbe invece stata usata, come
riportano testi di magia nera molto antichi, per uccidere il bestiame
altrui.
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